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Come si intuisce dal titolo è un Festival che nasce per
difendere il diritto alla cultura e alla comunicazione, ed è
dedicato a tutti quegli artisti che in questi tempi sempre
più bui per la cultura italiana hanno bisogno, voglia e
diritto di esibirsi, di lavorare, di esprimersi in libertà e
non trovano spazi anzi… trovano tante porte chiuse.
Mentre molti Teatri, Enti culturali, Compagnie teatrali
chiudono, noi vogliamo impegnarci ad aprire porte, ad
invadere un quartiere che piace tanto ai potenti della moda,
portando vitalità, allegria e cultura con il Teatro, che non
sarà certo in grado di risolvere la situazione, ma di
migliorarla questo si! Il Teatro fa bene alla gente, e
ancora di più se si svolge in strada, perché diventa proprio
di tutti… Primo perché non costa niente, e senza alcuna
superficialità ci obbliga a ridere, ad applaudire. In una
parola: a partecipare! Ma soprattutto riesce ad unire
sdrammatizzando le diversità, allontanando la paura.
Il teatro come apertura. Ogni volta che per paura ci
chiudiamo in noi stessi, oltre a rimanere soli, lasciamo il
campo libero a qualcuno che senza scrupoli si sta
approfittando della nostra non presenza per portare avanti
solo i propri interessi.
Il teatro ci dà la speranza per un mondo più bello, più
pulito, con più amore.
Il Festival può essere un mezzo per riappropriarci degli
spazi in cui viviamo, della gente che vive vicino a noi, di
noi stessi e di tutto quello che ci serve per vivere liberi.
Il Festival è autofinanziato! Non si regge su una base
economica, ma sull’aiuto, la partecipazione e la
condivisione da parte della Scuola di Arti Circensi e
Teatrali, di associazioni, cooperative, Teatri e parrocchie
del quartiere Isola; i numerosi spettacoli inseriti nel
programma saranno tutti assolutamente gratuiti per gli
spettatori, e con esibizioni libere da parte degli artisti,
ma il pubblico se vorrà, potrà donare un contributo al
termine delle esibizioni. |